La sconfitta disastrosa della Juventus con l’Atalanta decreta la fine del sogno.
Per un momento abbiamo creduto che la Juventus stese svoltando. Dopo un lungo, troppo lungo, periodo di gestazione Thiago Motta pensavamo stesse per dare finalmente un gioco, un’identità alla sua squadra ma non solo non è stato così, ieri sera dopo il passaggio dello Tzunami Dea rimangono in piedi probabilmente solo le convinzioni di Motta, quelle si incrollabili.
I numeri sono impietosi, come spesso accade in queste situazioni, quattro gol ed una sconfitta che così larga la Juve non la subiva da più di mezzo secolo il che è tutto dire.
La misura almeno per i tifosi è colma. Se già c’erano state le prime avvisaglie dopo l’uscita, inopinata, dalla Champions League con un gruppetto di tifosi, i più caldi, che contestavano davanti al J Hotel, ieri sera dopo la raffica di gol subiti è arrivato il diluvio di fischi con buana parte dei tifosi che se ne andavano prima della fine della partita.
Non consola nemmeno l’analisi di Motta che recrimina per il rigore, fantasioso, assegnato all’Atalanta per un fallo di mano provocato da una spinta. Si certo il Mister parla di reazione sbagliata anche se a noi è parsa più che altro una gran confusione ma soprattutto e purtroppo negli occhi dei giocatori bianconeri si leggeva chiaramente il fumetto:” e adesso cosa facciamo?“.
Motta impietrito in panca ha fatto la figura dello scolaretto che pensava di sapere tutto ma che poi si scontra con la realtà quando incrocia la strada dello scafatissimo Maestro Gasperini che prima di andarsene, sbattendo più o meno forte la porta, ne segna un’altra a suo favore di impresa memorabile.
Certo sotto le mazzate dell’Atalanta hanno pianto squadroni di mezza Europa e quindi inserirsi nella lista dovrebbe essere meno pesante, a al tifoso in genere interessa poco spostare immediatamente l’attenzione sulla prossima partita, al tifoso interessa non tanto avere delle scuse ma delle rassicurazioni.
E come sentirsi sicuri con un allenatore che ha fatto e disfatto tutto quello che ha voluto? Giocatori epurati, altri svenduti, altri ancora completamente deprezzati, punte che fanno i difensori, centrocampisti che erano dei top player ridotti a comparse e ci fermiamo perché la lista potrebbe essere ancora lunga.
Arriverà una voce dalla proprietà dopo questa debaclé? Come si dice … il silenzio è assordante.
Ad oggi il verdetto è tranciante sia per Motta che per chi gli ha permesso di fare e disfare tutto a seconda dei suoi piani: Giuntoli.
C’è ancora la qualificazione Champions da prendere e se dovesse mancare anche quella nello zainetto a fine stagione, allora il fallimento sarebbe completo.
Permetteteci una botta d’ironia. Allegri ed Andrea Agnelli sicuramente saranno stati dispiaciuti per la sconfitta della Juventus di ieri ma siamo certi che alla prima inquadratura degli occhi allucinati di Thiago Motta, un sorriso un po’ amaro deve essere comparso sulla loro bocca.
Che scoppola!