L’Atalanta perde con il Club Brugge con un rigore ridicolo.
Se non fosse perché in ballo c’è il passaggio del turno ci sarebbe soltanto da ridere: nel recupero in Belgio vanno in onda “Oggi le Comiche”. Al 91’ Nilsson – che poi lo trasformerà – va giù in area di rigore dopo un leggerissimo contatto con Hien. Per l’arbitro, il turco Halil Umut Meler, si tratta di una sbracciata, una gomitata che vale il penalty. Una decisione che appare assolutamente troppo punitiva per la squadra italiana.
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La pecca della Dea è stata quella di non concretizzare il gran numero di palle gol che ha avuto a disposizione ed il primo quarto d’ora di partita in cui non ne prendeva una alla fine è risultato decisivo grazie alla collaborazione di un arbitro veramente sui generis.
Gasperini si lamenta parlando di giocatori che urlano tuffandosi a terra simulando sistematicamente ad ogni contatto, ma ad essere onesti non è che questa sia una pratica che va avanti da poco tempo. Di scene simili ne vediamo di continuo ad ogni latitudine.
I tifosi a seconda dell’episodio, a torto o a favore, urlano più dei giocatori in campo invocando espulsioni o rigori. I giocatori tarantolati a terra si contorcono, a volte sembrano praticamente delle “salme”, colpiti o sfiorati sul costato si toccano la bocca o la testa, mentre tutto il resto della squadra e spesso anche tutta la panchina assale l’Arbitro ululando alla luna.
Siamo onesti non va praticamente sempre in questo modo?
Come fanno poi gli arbitri a cadere sistematicamente nei trappoloni rimane un mistero e spesso, come ieri sera fanno la figura dei cretini che si fanno abbindolare comprendo un cartone pieno di mattoni al posto del televisore.
Questa volta è andata male ai nerazzurri bergamaschi e sicuramente i tifosi belgi che notoriamente amano gli italiani avranno goduto il doppio per la vittoria con furto.
Serva di lezione alla Dea per non fare passi falsi al ritorno, concedendo di meno, ma molto meno e concretizzando di più. Anche perché un eventuale passaggio del turno del Club Brugge sarebbe veramente assurdo.