Struttura e programmazione

Inter Atalanta e Bologna dimostrano che la programmazione e la struttura sono decisivi.

Non è che con questo titolo pensiamo di aver scoperto l’America anzi. E’ talmente ovvio che ci si chiede come mai alcune squadre che avendone i mezzi non riescano a fare quel piccolo passo in avanti che sarebbe decisivo nel cercare di vincere qualcosa una volta ogni mezzo secolo almeno.

L’Inter, diciamocelo (come direbbe il gracchiante e sfegatato nerazzurro Ignazio) ha fatto la sua fortuna con un Marotta che è una spanna sopra a tutti nel saper gestire anche le “poche” risorse che gli vengono messe a disposizione. Basti pensare che ha vinto uno scudetto con una squadra a cui non venivano pagati nemmeno gli stipendi in tempo.

Ma qui andremmo a metterci in un vespaio di influenze politiche a tutti i livelli e non è quello che vogliamo dire ora.

Ci interessa invece vedere come squadre del livello di Atalanta e Bologna siano passate nel giro di qualche anno da “pendolari” della serie B a certezze della A e almeno per la Dea anche dell’Europa.

Facendo appunto un piccolo passo indietro, a metà del secondo decennio del nuovo secolo quindi l’altro giorno, le due squadre erano poco più che una scommessa l’Atalanta ed una grande (forse) ex il Bologna che comunque qualche cosa nella sua storia l’ha vinto.

Poi il passaggio ad una gestione del club e delle risorse ad una professionalità fino a quel momento sconosciuta, la società si struttura con “dipendenti” ottimi a cui viene dato credito, con strutture sportive di primo livello, con uno scouting a livello mondiale di categoria ed il tutto amministrato con parsimonia e lungimiranza.

Ed ecco i risultati sportivi che arrivano ed insieme le gioie decisamente inaspettate per i tifosi. Il Bacino d’utenza si allarga, non fosse altro per simpatia, gli introiti crescono, gli investienti oculati e mirati danno i loro frutti.

Non ci vuole una scienza per capirlo e se vogliamo con tutti i suoi limiti persino l’Empoli il cui cabotaggio per mille motivi è minore riesce a “fare le nozze con i fichi secchi” da anni.

Fiorentina, Roma, Lazio (un po’ meno però) che sono sulla buona strada per riuscire anche loro a centrare l’obiettivo. Un po’ meno l’Udinese il cui cabotaggio unito ad una gestione troppo patriarcale ne limita gli obiettivi che comunque sono e restano di buon livello.

Chi manca all’appello? Facile a dirsi. Il Toro innanzi tutto che di struttura tecnica e logistica è praticamente all’anno zero da tantissimo tempo ed alle Genovesi dove il Genoa ci sta provando mentre la Samp rischia addirittura la serie C.

Ecco uno sguardo verso Bergamo o Bologna farebbe bene alla salute, soprattutto a quella dei suoi vilipesi nell’orgoglio tifosi.

Redazione

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