New Deal

Oggi Tudor dirigerà il suo primo allenamento da Mister della Juventus.

Cosa riuscirà a fare Igor Tudor in nove partite alla Juventus? Il commento che si sente di più in giro è: fare peggio di Motta non sarà possibile.

Detto che è meglio andarci con i piedi di piombo e che mettere dei limiti alla provvidenza porta male, siamo discretamente d’accordo con il pensiero comune. Di fatto c’è che almeno è arrivato uno che alla Juventus ci tiene davvero, dimostrando accettando un contratto con dei paletti fino troppo stretti che per amore si è disposti anche di fare dei sacrifici.

Con metà squadra reduce dalle Nazionali non è che troverà tutti pronti per ripartire e l’unica cosa che ci si aspetta dalla partita contro il Genoa è quella di non sbracare come nelle ultime due partite di campionato.

In giro si legge che non è ancora arrivato e che il sostituto è già dietro l’angolo.

Anche questo è un fattore a suo favore, amore e maturità gli fanno cogliere un’occasione da cui avrà in qualunque caso molto da guadagnare. Si perché ne siamo certi che Tudor, lo scriviamo ora, centrerà l’obiettivo e che in Juventus prima di mandarlo via almeno si faranno delle domande.

Molto dipenderà dai giocatori e dalla loro voglia di riscatto. Intanto Vlahovic festeggia la partenza del nemico segnando in nazionale dando così ragione al suo allenatore che in questi mesi si è esposto in prima persona difendendolo quando tutti gli davano del brocco.

Magari ritrovandosi a giocare nel proprio ruolo i giocatori scopriranno che è tutto più facile, magari faranno quella corsetta in più, quel contrasto che non avrebbero fatto prima, per dimostrare che non erano dei fallimenti e che sono in grado di affrontare la prossima stagione con un altro spirito e con la voglia di competere.

Magari in Juve si renderanno conto che forse è meglio avere un normalizzatore che fa le cose con semplicità per far rendere investimenti che fino ad ora sono sembrati sbagliati e forse questa volta, se tutto andrà bene, nel momento in cui chiederanno dei pareri ai giocatori riceveranno qualche sorriso al posto di sguardi abbassati e teste che si piegano scuotendosi.

Magari e sinceramente lo auguriamo a Tudor che con questo suo accettare una panchina a tempo nel mondo degli algoritmi, riporta un po’ di romanticismo che è poi quello, oltre alle vittorie, che i tifosi che gioiscono e si disperano in curva ed in tribuna vogliono.

Redazione

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