Proviamoci

Giuntoli catechizza Motta e cerca di recuperare i giocatori “perduti”.

Continuare a parlare di Thiago Motta e del suo rapporto tormentato con almeno metà dei suoi giocatori sta diventando persino stucchevole e noioso.

Detto questo è ovvio che da qui a fine stagione non si potrà fare altro nella speranza, per gli juventini, che la situazione volga al bello e che i diluvi di reti subite finalmente si interrompano.

L’obiettivo di Giuntoli, a cui come si dice devono aver toccato il polso in società, è quello di cercare di recuperare giocatori alla causa ovvero la qualificazione Champions e non sarà impresa facile perché è ovvio che per chi ha preso calci nel sedere per quasi tutta la stagione trovare le motivazioni non sarà semplice.

Yildiz e Vlahovic sono gli indiziati maggiori di questo tentativo di recupero ma starà al Mister trovare la collocazione giusta in campo per farli esprimere al meglio.

Si parla di colloqui personalizzati con i giocatori anche se la sosta per le nazionali si è portata via mezza squadra, ma a quanto pare Thiago sarà costretto ad interfacciarsi con i suoi dopo che le lamentele per la mancata comunicazione ed i comportamenti da piccolo despota sono piovuti un po’ da tutte le parti.

Questi colloqui obbligati però sono un chiaro segno di delegittimazione del Mister.

La speranza è comunque che servano a qualche cosa ma alcune voci di corridoio parlano anche di chi avrebbe già comunque deciso di cambiare aria in qualunque caso ascoltando le sirene che cantano presso altre squadre: Gatti ad esempio ha teso l’orecchio verso Napoli.

Ma alla fine siamo certi che in un modo o nell’altro qualche cosa di buono da tutta questa vicenda verrà fuori, se non altro si cercherà di dare più spazio a giocatori che non possono essersi trasformati in brocchi nell’arco di qualche mese e magari qualcun altro la smetterà di fare il “nomade” in mezzo al campo cambiando ruolo ad ogni partita, vedi McKennie.

Redazione

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