Le Ferrari deludono nella Pole Australiana mettendo in evidenza dei limiti.
Fondamentalmente in questi casi si cerca il problema per capire se c’è la possibilità di migliorarsi e questo faranno in Ferrari anche se qualcosa lo hanno già capito.
E’ girato il vento ed è scesa la temperatura e la finestra in cui le gomme lavorano al meglio si è ristretta e la Ferrari non è più riuscita a starci dentro. Detta così sembra facile ma sicuramente la vicenda è più complessa.
Se gli altri nelle medesime condizioni hanno fatto meglio probabilmente è perché sono meno al limite nel cercare la performance e quindi meno sensibili ai cambiamenti. La Ferrari che è andata benissimo nelle prove libere (illudendoci) evidentemente per ottenere queste prestazioni aveva tutto quanto settato al massimo e a preoccupare è proprio questo perché per ottenere dei risultati costanti e non spot a seconda del GP, la macchina deve essere più equilibrata.
Detto che non siamo ingegneri ne meccanici ne tanto meno aereodinamici ovviamente ci basiamo su di un minimo d’esperienza da “frequentatori” della F1 e sulle dichiarazioni dei protagonisti.
A livello di cuore visto che domani la pioggia, che è data per certa, cambierà ulteriormente i settaggi e le performance, non ci resta che sperare in una resurrezione delle rosse nella speranza di non vedere il mago del bagnato Verstappen dimenticarsi dietro tutte le vetture in gara.
Non perché ce l’abbiamo con lui, certo non brilla per la sua simpatia, più che altro perché vedere sempre la stessa cosa un po’ annoia.