Magister

Gasperini da una lezione di calcio e tattica ad uno sperduto Thiago Motta.

Indipendentemente dalla partita di ieri sera che è solo l’ultima perla inserita in una collana di successi che a questo punto sono veramente tanti, quello che il Gasp ha fatto in questi anni a Bergamo merita sicuramente una Laura con Lode, anche se ne siamo certi il ruolo di Maestro è quello che piace di più all’allenatore di Grugliasco.

Il punto è questo: ci ricordiamo com’era la prima Atalanta che lasciava tutti a bocca aperta? Completamente diversa, a livello di uomini, rispetto a quella attuale.

Però Gasperini, ed è qui che è un autentico maestro, ha avuto la capacità di trasmettere i medesimi principi, tecnici e morali, ai gruppi di giocatori che si sono succeduti negli anni.

Ma non solo.

Non si batte il Liverpool, non si pareggia con mezza squadra a Barcellona, non si vince l’ex Coppa Uefa con il Bayer Leverkusen neo campione in Bundesliga se non si è capaci di osservare, studiare l’avversario, trovando i suoi punti deboli e mettere in pratica delle tattiche alternative se non si ha un bagaglio di conoscenza di livello.

Quanti ce ne sono di allenatori così adesso a spasso per i vari campionati in giro per l’Europa? Pochi!

Rimanendo sulle italiche sponde diremmo giusto tre: Gasperini appunto, Conte e consentiteci Ranieri. Per Inzaghi, Simone, facciamo un discorso a parte perché qualche cosa la deve ancora imparare anche se è quasi al livello degli altri tre, gli manca ancora qualcosa che solo l’esperienza potrà portargli. Ma è quasi arrivato al traguardo che sia chiaro.

Ranieri ha preso l’Armata Brancaleone e l’ha trasformata in un piccolo esercito, con grandi limiti certo ma che sta performando oltre le più rosee aspettative.

Conte a cui hanno venduto i pezzi migliori, sta facendo qualche cosa a Napoli che se mai (difficile) dovesse andare in porto potremmo tranquillamente dire che una cattedra all’Università di Coverciano l’avrà di diritto.

Il Gasp. L’ex allenatore della Primavera bianconera, criticato dai ben pensati calcistici e bollato come inadatto alle grandi ha fatto di necessità virtù: non sono adatto alle grandi squadre? Allora la grande squadra me la costruisco da solo.

Passateci il paragone automobilistico: ci sembra di vedere Ferruccio Lamborghini che scontento della sua Ferrari, mica pizze e fichi la Ferrari, si costruisce una macchina tutta sua … e che macchina.

Ma spendere tutti i milioni spesi per un parco giocatori così e poi darli in mano all’oriundo Thiago quando bastava fare qualche kilometro, superare le Gru ed arrivare a Grugliasco per avere il Top forse non era meglio? La domanda è per Elkann.

Redazione

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