In Thailandia il primo GP.

Marc vola nei test, Pecco cura i dettagli, Martin costretto al forfeit per un nuovo infortunio.

Dopo lo stacco invernale di “soli” tre mesi – erano almeno cinque all’epoca di Agostini – la MotoGP riparte con il primo round iridato 2025 sul circuito di Buriram, in Thailandia.

Per la prima volta dal 1949, la “classe regina” si presenta con in pista cinque campioni del mondo: dall’iridato 2024 Jorge Martin; all’otto volte campione Marc Marquez (6 titoli nel 2013, 2014, 2016, 2017, 2018, 2019 oltre ai due nel 2010 in 125 e nel 2012 in Moto2); al tre volte “mondiale” Pecco Bagnaia (in MotoGP nel 2022 e nel 2023 e nel 2018 in Moto2); quindi, Fabio Quartararo (mondiale MotoGP nel 2021) e Joan Mir campione del mondo 2020, dopo il titolo Moto3 nel 2017. 

Mondiale fra i più attesi di sempre, con i riflettori puntati dalla prima tappa del Chang International Circuit del 28 febbraio/2-3 marzo specialmente su Marc Marquez al debutto sulla Ducati ufficiale, compagno di squadra di Bagnaia, atteso alla “prova del fuoco”.

Negli ultimi test di due settimane fa a Buriram Marc Marquez ha dato segnali inequivocabili per far capire l’aria che tira: grande ritmo in pista e miglior tempo nella Combinata delle quattro sessioni con la Rossa ufficiale 1’28.855 (a un decimo e mezzo dal record 2024 di Bagnaia: 1’28.700). Marquez ha fatto ben 23 giri sulla media di 1’30.378 con tre giri sull’1.29 alto e gli altri sul passo di 1’30. 

Bagnaia, nei test, ha portato avanti il lavoro che aveva deciso di fare con la squadra. Non è questione di “nascondersi” o meno nei test: Pecco non aveva l’obiettivo del “tempone”. Tutto qui. Tatticismi? Perché no! Tuttavia, meglio dire: scelte studiate a tavolino con la squadra per concentrarsi su particolari tecnici, utili poi per i tempi in prove ufficiali sin dalla prima corsa.

Il prossimo campionato, si sa, “è lungo e polveroso” e niente va lasciato al caso. Marc e Pecco sono due fuoriclasse, diversi in tutto in gara e nell’approccio alla gara. Sanno che entrambi devono remare nella stessa direzione, portando avanti la stessa barca. Poi le corse sono le corse, tutto può accadere e la musica può anche cambiare. E cambierà. I test non vanno sottovalutati ma vanno sempre presi con le pinze. Ma da qui si riparte. 

Redazione

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