City ingenuo

Alla fine il Real ne rifila tre al City che per lunghi tratti aveva condotto il match.

Con una rimonta clamorosa nel finale chiusa da Jude Bellingham al 92° minuto, Carlo Ancelotti rifila un nuovo schiaffo a Pep Guardiola ed al Manchester City, avanti 2-1 all’80’ e schiacciato ancora una volta da quegli errori che lo tormentano e che quest’anno non riesce ad evitare.

La sfilata dei due allenatori nella pancia dell’Etihad dopo l’andata dei playoff di Champions è un contrasto di emozioni: la felicità di Ancelotti, che ricorda ai suoi che il ritorno è “una trappola da evitare e da affrontare come questa prima partita”, e la rassegnazione di Guardiola per gli errori che continuano a punire il City unita alla determinazione di “provare” a ribaltare le cose al ritorno.

La qualità dei quattro fenomeni che ha davanti e il sacrificio di tutti in fase difensiva sono state le chiavi della vittoria del Real. Questa tattica era stata ampiamente pronosticata un po’ da tutti, noi compresi: “Abbiamo giocato una partita completa, una che ci ha dimostrato di poter essere equilibrati anche con questo assetto, che è quello che vogliamo portare avanti.

Ma la squadra mi ha sorpreso dal punto di vista del sacrificio: non credevo che a questo punto fosse capace di giocare in questo modo. Invece più aumenta l’emergenza, più la squadra ha voglia di sacrificarsi.

Questo risultato ci dà un piccolo vantaggio per il ritorno dopo aver giocato un’ottima partita, di cui dobbiamo essere contenti perché non era possibile chiudere già qui il discorso della qualificazione. Dobbiamo preparare il ritorno, per cui ci serviranno Rudiger e Alaba che dovrebbero tornare, con la stessa intensità e la stessa voglia di sacrificio di questa sfida. Una vittoria come questa ti dà però una fiducia enorme per le prossime partite”.

Un Guardiola visibilmente sconsolato sprofondato nella sua panchina mentre osserva i suoi lasciare il campo sconfitti: “Dopo il 2-1 abbiamo fatto qualcosa che abbiamo già fatto tante volte quest’anno: concesso qualcosa a livello difensivo agli avversari. A questo livello non puoi permettertelo, diventa troppo difficile. Ne abbiamo parlato tante volte, ma è una cosa che continua a succedere, che non riusciamo a cambiare“.

La qualificazione sembra segnata anche se visto l’andamento del match fino alle amnesie difensive uno spiraglio lo lascia ancora aperto.

Redazione

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